
Non sappiamo se la Paramount abbia già acquistato i diritti di altri libri di Scalzi per poi fare il seguito cinematografico di “Old Man’s War” (in Italia uscito come “Morire per vivere” per i tipi di Gargoylebooks), ma credo che agli occhi del lettore potrà risultare evidente come quella che si annuncia una vera e propria saga si presti particolarmente bene ad essere trasferita dalla pagina stampata al grande schermo. Il motivo è presto detto: gli ingredienti di spettacolarità ci sono tutti, abbinati ad argomenti oggettivamente inquietanti che pure avevamo già conosciuto tra le pagine dei romanzi di fantascienza. E’ lo stesso John Scalzi, nei suoi “ringraziamenti” al termine del volume, ad ammetterlo senza alcuna remora: “Se vi state chiedendo perché certe cose nel libro risultino così ben riuscite, la breve risposta è: perché le ho viste funzionare in altri libri e mi sono detto: “Che idea eccellente! Credo che la ruberò”. E quindi da qui le citazioni di Nick Sagan, Scott Westerfeld, David Brin, e non ultimi i richiami espliciti alla Guerra dei Mondi, a Starhip Troopers, Guerra eterna, Guerre Stellari, Il Gioco di Ender, proprio nello stesso romanzo quando le reclute delle FDC si sottopongono ad una “sessione informativa sugli intrattenimenti dell’epoca pre-coloniale riguardanti le guerre interstellari contro gli alieni”. E’uno dei momenti nel quale l’autore si permette qualche spunto di ironia, che peraltro in “Brigate fantasma” risulta presente in dosi forse maggiori rispetto il precedente “Morire per vivere”. Il fatto poi che “Brigate fantasma” rappresenti un seguito non implica che si debba necessariamente leggere il prequel per capirci qualcosa: la storia è comprensibile e funziona comunque, ma tanto più chi avesse già letto delle avventure di John Perry avrà l’occasione di scoprire la genesi delle Fdc, Forze di Difesa Coloniale, che in “Morire per vivere” ponevano interrogativi rimasti irrisolti.
Così Cainen, lo scienziato Rraey prigioniero degli umani: «Sappiamo che esistono tre tipi di umani. Ci sono gli umani non modificati […] Il terzo gruppo tuttavia… Si dice vengano creati dai morti, che il plasma germinale umano dei morti venga mescolato e rimescolato con materiale genetico di altre specie, per vedere cosa ne viene fuori. Si dice che alcuni di loro non somiglino neanche agli umani, in cui comunque si riconoscono, e che nascano già adulti con abilità e competenze, ma privi di memoria. Non solo; sono anche privi di un sé. Senza moralità. Senza freni. Senza… umanità […] Guerrieri bambini nel corpo di adulti. Abomini. Mostri. Strumenti che la vostra Unione Coloniale sfrutta per missioni che non può o non vuole affidare a soldati con esperienza di vita e moralità, soldati che potrebbero temere per la loro anima in questo mondo o nell’altro».
Il racconto prende le mosse da un tradimento: le Fdc scoprono che Boutin, uno scienziato “primo nato” (ovvero un umano autentico), ha tradito fingendosi morto per poi allearsi con le popolazioni aliene degli Obin, dei Rraey e degli Eneshiani. Per evitare il disastro i generali delle Fdc accettano l’idea di trasferire copia della coscienza di Boutin, rimasta dimenticata in un computer, in un nuovo super soldato creato ad hoc anche col Dna dello scienziato: così da recuperare i ricordi del traditore e sperare di fermare gli alieni. Il nuovo soldato, fatto nascere artificialmente in pochi giorni grazie alla tecnologia ed alle manipolazioni genetiche, si chiamerà Jared Dirac (gli uomini delle Fdc hanno tutti cognomi di famosi scienziati): come i suoi simili è nato già adulto, dotato di enormi doti fisiche, con una mente inizialmente vuota ma guidata da un BrainPal, un computer introdotto nel cervello ed in grado di ovviare alla iniziale mancanza di esperienza. Dopo essersi addestrato sotto la guida del tenente Jane Sagan, proprio la donna nata artificialmente che si è scoperto aver avuto a che fare nella sua precedente vita con il John Perry di “Morire per vivere”, Jared Dirac comincerà a sentire dentro di sé la coscienza di Boutin. Questi sarà rintracciato da Dirac che scoprirà i motivi del tradimento dell’uomo. Il racconto delle “Brigate fantasma” termina lasciando intatti alcuni dubbi, soprattutto su chi siano realmente i “buoni”, e quindi, soprattutto in virtù delle vicende di Jane Sagan, congedata e in procinto di raggiungere John Perry, è chiaro che molto di più si saprà in un terzo libro. Dubbi, volute ambiguità per un romanzo che, proprio per la presenza di un esercito dello spazio e quindi ricordi che vanno alla lettura distorta che fu fatta di “Fanteria dello spazio” del libertario Heinlein, proprio non ne vuole sapere di proporci un manicheismo dove i buoni stanno tutti da una parte e gli alieni cattivi dall’altra. Il finale, che vi ho appunto ricordato con alcuni aspetti irrisolti, è lì a dimostrarlo. In questo senso forse non è proprio esatto presentare “Le brigate fantasma” semplicemente come un romanzo di fantascienza classico e con chissà quali intenti più o meno reconditi.
Scalzi, scrittore di cui si coglie mestiere e astuzia, in fondo è stato onesto ammettendo di aver cercato di imbastire un racconto “che funzionasse”. E allo scopo argomenti controversi come la bioetica, gli esperimenti genetici portati all’estremo (le Fdc come razza umana a parte ma anche tecnologici mostri alla Frankestein) e quindi la differenza alla fin fine labile tra quello che è umano e quello che non lo è, le nanotecnologie applicate all’essere umano, sono di per sé stessi motivo di riflessione, al di là che lo scrittore abbia voluto esprimere autenticamente le proprie inquietudini. Ne sapremo di più leggendo in originale “The Last Colony” oppure aspettando che, con traduzione in italiano, venga pubblicata la terza puntata della serie.
Edizione esaminata e brevi note
John Scalzi, è nato in California nel 1969. Dopo un esordio da giornalista, si dedica alla scrittura. Morire per vivere (Old Man’s War), è il suo primo romanzo per il quale è stato candidato al prestigioso Premio Hugo e cui i diritti sono stati venduti in più di quindici paesi tra cui Cina, Giappone, Francia, Germania, Spagna, Russia, Israele e Inghilterra. La Paramount ha acquistato i diritti per un film annunciato per il 2012 con la regia di Wolfang Petersen. Gli altri romanzi di Scalzi sono The Ghost Brigades, The Sagan Diary, The Last Colony e Zoe’s Tale. È stato consulente creativo per la serie televisiva di fantascienza Stargate Universe. Dal 2010 è presidente della Science Fiction and Fantasy Writers of America.
John Scalzi, Le brigate fantasma, Gargoyle, Roma 2013, pag. 320, trad. Benedetta Tavani
Luca Menichetti. Lankelot, gennaio 2013
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